Biocosmesi…e non solo

Crema solare: scegliamola bene!

Cosa sapere prima di scegliere una crema solare

Vi siete già posti, anche quest’anno, la fatidica domanda: che crema solare mi metto?

Certo, non tutti se la pongono e molte persone, ancora oggi, nonostante la scienza abbia largamente dimostrato che il sole nuoce alla pelle, provocando tumori ed invecchiamento precoce, preferiscono fare orecchie da mercante e continuare ad arrostire beatamente senza porsi neanche uno scrupolo.

Il mito della tintarella resiste al tempo ed alla informazione massiccia sui danni della luce solare: insomma, è più importante essere belli (ammesso che l’abbronzatura renda belli) che in salute. Ma tant’è.crema solare

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Se chi ha la pelle candida e sottile è certamente più esposto a rischi di ogni genere, non si illuda chi ha la pelle più scura e resistente: gli UVA e gli UVB non risparmiano nessuno.

Prima di parlare di crema solare, una breve nota sui raggi ultravioletti.

Gli UVA sono i raggi ultravioletti più pericolosi e quelli che colpiscono maggiormente la pelle, arrivando in profondità nel derma.

Non provocano eritemi e/o scottature, ma danni a lungo termine come: invecchiamento, macchie, distruzione del collagene.

Sono loro i responsabili del cancro alla pelle: melanoma e carcinoma.

Sono presenti tutto l’anno, anche quando è nuvoloso. Per questo, teoricamente, bisognerebbe proteggersi tutto l’anno dai filtri UVA, non solo in estate e quando si va al mare.

Gli UVB sono presenti, invece, soprattutto d’estate, in particolar modo nella fascia oraria compresa tra le 10 del mattino e le 16 del pomeriggio.

Sono loro i responsabili dei danni a breve termine, cioè scottature ed eritemi.

Sono, però, anche importanti per l’essere umano perché intervengono nel processo di sintesi della vitamina D, fondamentale per fissare il calcio nelle ossa.

Quindi non vanno evitati completamente. Basta, tuttavia, anche solo un quarto d’ora di esposizione quotidiana alla luce solare senza filtri per soddisfare questo bisogno.

Cosa si evince da tutto ciò?

Che mentre dagli UVB è necessario proteggersi soprattutto in estate ed in una particolare fascia oraria, dagli UVA ci si dovrebbe schermare tutto l’anno (in inverno solo in viso naturalmente), perché queste radiazioni sono sempre presenti e pericolose.

Io per comodità e per non sovraccaricare la pelle di filtri, uso la protezione solare da aprile a ottobre. Ovviamente, solo in viso quando non vado al mare.

Detto questo, la domanda sorge spontanea: come proteggersi dagli UVA e dagli UVB?

I FILTRI CHIMICI

La risposta, ultimamente, è diventata difficile, a causa delle recenti scoperte che riguardano le  creme solari con filtri chimici, cioè quelle che troviamo in commercio e che, ahimè, abbiamo utilizzato per anni.

E’ un concetto che non si è ancora consolidato nel comune sapere, perché i mass media non ne parlano.

I filtri chimici (sostanze chimiche di sintesi) contenuti nei comuni solari, infatti, oltre ad essere altamente inquinanti per la flora e la fauna marine (e già solo per questo, secondo me, dovrebbero essere vietati per legge) e quindi certamente non utilizzabili da chi ha una coscienza eco bio, sono oggetto di numerosi studi, ancora in corso, che ne stanno evidenziando i gravi rischi per la salute.

Sono 27 i filtri chimici ammessi dal Regolamento Europeo.

Schematizzando, alcuni filtri chimici:

1) A contatto con la luce solare, genererebbero radicali liberi (gli stessi che promettono di contrastare).
2) E’ scientificamente provato che alcuni riescano a penetrare nell’organismo (sono state trovate tracce nel latte materno): in questo modo interferiscono con il sistema endocrino e riproduttivo.

3) Provocherebbero: dermatiti, fotoinvecchiamento tumori (non solo della pelle).
4) I danni sopra descritti sono raddoppiati se la crema solare con filtri chimici viene applicata ai bambini. Questi ultimi andrebbero protetti soprattutto con cappelli ed abiti.

Non tutti i filtri chimici sembrano causare questi danni, ma solo quelli non fotostabili.

La fotostabilità è la capacità di un filtro solare di non alterarsi in seguito  all’esposizione alle radiazioni.

Molti dei filtri solari utilizzati nelle comuni creme solari non sono fotostabili, quindi possono provocare i danni di cui sopra.

Tra i  più usati: Avobenzone (in inci Butyl Methoxydibenzoylmethane).

Tra i più dannosi vi è il benzophenone -3 (o oxybenzone), molto usato.

Altri, invece, sono fotostabili e, quindi, teoricamente, innocui.

Il più usato è Octyl methoxycinnamate (anche ethylhexyl methoxycinnamate).

Per essere stabilizzato, spesso un filtro viene associato ad un altro in una stessa formulazione.

Ad esempio l’octocrylene (filtro UVB fotostabile)  viene usato spesso in combinazione con l’avobenzone (filtro chimico tra i più usati), per stabilizzarlo. Ma lo stesso octocrylene ha il difetto di generare radicali liberi e di penetrare nella cute!

Altri filtri chimici sono stati di recente considerati sicuri solo se introdotti in piccole percentuali nelle formulazioni.

Non è facile districarsi in questo marasma di problemi di fotostabilità e di associazione tra filtri. Per il principio di precauzione ed anche per semplicità, a questo punto, è consigliabile evitare di usare i filtri chimici (soprattutto sui bambini!) e sostituirli con quelli fisici. crema solare

FILTRI FISICI

Anche i filtri fisici, pur essendo ampiamente preferibili a quelli chimici, non sono esenti da problematiche.

Innanzi tutto, cosa sono?

I filtri fisici sono, sostanzialmente, due: il biossido di titanio e l’ossido di zinco (in inci titanium dioxide e zinc oxide).

Il regolamento europeo, però, ne ammette solo uno come avente reale azione schermante: il biossido di titanio.

Il biossido di titanio scherma soprattutto dagli UVB ed in buona parte dagli UVA e ha due pallini verdi nel Biodizionario, quindi è un ingrediente tranquillissimo.

L’ossido di zinco, invece, scherma dagli UVB ed ha un pallino giallo, perché, secondo Fabrizio Zago, se usato ad alte dosi secca la pelle ed inoltre alcuni lotti possono contenere metalli ed altre sostanze dannose.

L’unica soluzione è affidarsi alla serietà del marchio che si acquista.

I filtri fisici sono gli unici approvati dalla cosmesi eco bio e sono quindi gli unici utilizzati nei cosmetici ”verdi’.

A differenza dei filtri chimici che trasformano le radiazioni solari rendendole innocue, i filtri fisici hanno un’azione schermante di tipo riflettente, cioè riflettono e quindi respingono le radiazioni nocive.

Il problema dei filtri fisici (del biossido di titanio soprattutto) è che per poter svolgere l’azione schermante devono essere della giusta granulometria: se sono troppo grandi danno un antiestetico effetto ‘fantasma’ (come il classico pastone bianco), se sono troppo piccoli (cioè in forma di nanoparticelle) rischiano di penetrare a fondo nella pelle, risultando tossici e creando radicali liberi.

Come scegliere un solare con filtro fisico, allora?

O ci si affida ai classici pastoni bianchi (filtri micronizzati) che alla fine sono i più sicuri perché, appunto, hanno filtri di grossa granulometria, oppure se si vuole un effetto finale più gradevole, ci si deve affidare ai filtri fisici in forma nano, cioè talmente piccoli che non si vedono sulla pelle.

Questi ultimi, per essere sicuri, devono essere rivestiti (nell’inci deve essere scritto ‘coated’) oppure devono essere affiancati da numerose sostanze antiossidanti in formulazione, come: estratto di carota (vitamina A) vitamina C, tè verde eccetera.

Impossibile capire dall’inci name se siamo di fronte ad un filtro nano o meno: anche in questo caso bisogna fidarsi della serietà dell’azienda eco bio.

Per legge è obbligatorio specificare in etichetta se nel prodotto sono presenti filtri nano o non nano.

Nel prossimo post, elencherò le migliori marche di solari eco bio, che poi sono quelle che uso anch’io.

Vi anticipo che si tratta di Fitocose e Bjobj 😉

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2 pensieri su “Crema solare: scegliamola bene!

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