Imparare ad amare se stessi: si può?

In questo blog ho deciso di affrontare una sfida: parlare anche di argomenti che vadano oltre la cosmesi e che coinvolgano la persona nel suo complesso.

Ho deciso di parlare di autostima, amore di sé, consapevolezza, bisogni interiori. Argomenti impegnativi, indubbiamente.

Sono fuori tema?

Direi di no. Questa sezione del blog non si allontana poi tanto dall’argomento principale, cioè il biologico e l’ecobio cosmesi.

Due concetti che rimandano ad un particolare modo di vedere l’essere umano: uno splendido, complesso e delicato ecosistema, da rispettare e da curare.

Un ecosistema fatto di diversi piani: corpo, mente, spirito.

Se uno solo di questi viene meno, tutto l’ecosistema entra in crisi. E si soffre.

Per quanto riguarda noi donne, poi, esiste un rapporto particolare tra cura dell’immagine e autostima.

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imparare ad amare il proprio corpo

Le donne sono continuamente indotte a migliorare la il proprio aspetto, per assomigliare ai modelli fisici  e psicologici propagandati dalla moda e dalla pubblicità.

Siamo invase da continui stimoli che cercano di farci sentire inadeguate. Il fine è uno solo, naturalmente: destabilizzare il nostro equilibrio per venderci qualcosa con la promessa che ci renderà migliori.

In senso estetico, ma non solo. Dovrebbe renderci anche più sicure di noi, vincenti, socialmente integrate.

Ovviamente ciò non accade, anzi, si ottiene di solito l’effetto contrario. Si entra in una spirale, in cui ci si sente sempre più frustrate ed inadeguate.

Migliorare se stessi, nel senso in cui viene proposto dalle mode, dai mass media e da un certo tipo di mentalità, non ha in sé molto di positivo, perché sottintende che “non andiamo bene come siamo” e quindi dobbiamo cambiare.

Qualsiasi cosa si faccia, quindi, non sarà mai abbastanza per sentirsi a posto. Anche questo è funzionale alla logica del mercato: se ci sentissimo soddisfatte, non avremmo più l’esigenza di acquistare qualcosa per migliorarci.

Si può spezzare questo circolo vizioso? Certo che sì.

Ad un certo punto ho deciso di sfruttare in positivo questi stimoli potenzialmente negativi.

Attraverso la cura del corpo, ho deciso di intraprendere un percorso di amore per me stessa.

Ho definito il mio obiettivo: imparare ad amarmi così tanto da volermi prendere cura di me stessa, in tutti i sensi.

Prendermi cura non solo del corpo, ma anche della mente e dello spirito.

Ma non si fa dall’oggi al domani. Bisogna impararlo, appunto.

⇒LETTURA CONSIGLIATA: Innamorati di te (qui)

imparare ad amarsi

Cosa significa imparare ad amare se stessi?

Esiste uno stretto rapporto tra amore per sé e consapevolezza. Le due dimensioni sono interdipendenti. Di conseguenza dove c’è amore c’è consapevolezza e viceversa.

La condizione opposta è la mancanza di consapevolezza di sé e quindi l’incapacità di amarsi. E’ una situazione talmente frequente che non può non dipendere in larga parte da ciò che si è appreso nel corso della vita in famiglia, a scuola, dagli amici, dai media.

Siamo educati a non riconoscere i nostri veri bisogni.

Eppure, quando questo accade, amarsi diventa più facile.

Per imparare ad amare se stessi, per rafforzare la propria autostima bisogna iniziare a guardarsi dentro ed ascoltarsi. E’ necessario usare tutti i sensi a disposizione nello sforzo di comprendere chi siamo e dove vogliamo andare.

Se non ci si ama, vuol dire che si sono apprese, nel corso dell’esistenza, nozioni disfunzionali su ciò che si è e soprattutto su ciò che si dovrebbe essere. Quindi, prima di creare qualcosa di nuovo è necessario distruggere ciò che non è più utile.

ragazza volersi bene

Distruggere il superfluo, il non necessario per sè. Resettare la propria mente, liberandola da tutti quegli inutili orpelli di cui si è zavorrata nel corso degli anni: sensi di colpa, inadeguatezza, disistima, inferiorità. Paura.

Paura: è una delle emozioni che viene usata in modo più disfunzionale. Bisogna imparare a gestirla per trasformarla in qualcosa di positivo.

Così si può rientrare in sintonia con i propri bisogni autentici.

La prima cosa da fare, quindi, è prendere atto che la maggior parte dei bisogni che sentiamo dentro di noi sono inutili. O per meglio dire, indotti. La soddisfazione di questi bisogni di solito non conduce alla felicità, ma regala solo un temporaneo senso di soddisfazione.

Io mi trovo all’inizio di questo percorso di consapevolezza e amore per me.

Ho creato questo blog per darmi uno stimolo a mantenere la giusta rotta da seguire per me e per chi sentirà il desiderio di leggermi.

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A presto 🙂