Biocosmesi…e non solo

Burrocacao Labello: inci decisamente da rifare…!

L’inci del burrocacao più famoso del mondo

Il burrocacao Labello, con il suo inci petrolchimico, non poteva mancare nella lista dei ‘Provati e Bocciati’. labello inci

Il Labello è un burrocacao ‘storico’, che ha idratato generazioni e generazioni di labbra, dominando incontrastato. Ne ho usati tanti durante l’adolescenza ed anche dopo: si vendeva praticamente solo quello.

All’epoca non sapevo nulla sugli ingredienti cosmetici, non c’era la massiccia informazione di oggi, in cui è facile imbattersi adesso, anche non volendo.

Oddio, ogni tanto, quando mi incantavo a leggere questi misteriosi ingredienti elencati sulla confezione, incuriosita dal claim che recitava (e recita) “con puro olio di jojoba e vitamina E“, mi sorgeva spontanea la domanda: “ma dove sono questi ingredienti naturali?” Vedevo che erano elencati alla fine ed intuivo che dovevano essere presenti in quantità davvero minima. 

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L’inci del burrocacao era (con piccole variazioni) questo: CERA MICROCRISTALLINA, OCTYLDODECANOL, HYDROGENATED POLYDECENE, CETYL PALMITATE, RICINUS COMMUNIS, MYRISTYL MYRISTATE, PVP/HEXADECENE COPOLYMER, CETEARYL ALCOHOL, POLYGLYCERYL-3 DIISOSTEARATE, BUTYROSPERMUM PARKII, COCOGLYCERIDES, PENTAERYTHRITYL TETRAISOSTEARATE, PVP/EICOSENE COPOLYMER, C20-40 ALKYL STEARATE, CERA CARNAUBA, SIMMONDSIA CHINENSIS, TOCOPHERYL ACETATE, CERA ALBA, PANTHENOL, PARFUM.

All’epoca restavo colpita dai nomi che mi risuonavano strani e difficili, che non mi facevano pensare a sostanze naturali e soprattutto dalla grande quantità di ingredienti.

Adesso continua a colpirmi lo sterminato elenco di ingredienti del Labello e la scritta: “con olio di jojoba e vitamina E” come se fossero gli ingredienti principali della formula.

In realtà il corpo del burro è costituito da un derivato del petrolio, ovvero la cera microcristallina’. Praticamente il burro è fatto di questo.

⇒LETTURA CONSIGLIATA: Senza Trucco (qui)

La cera microcristallina è un petrolato e, come tale, ritenuto da alcune fonti potenzialmente cancerogeno.

Segue qualche olio leggero (octyldodecanol), un pò di olio di ricino, il myristyl myristate che è sospetto di essere comedogeno, un brutto filmante che è il pvp copolymer.

Poi finalmente: un pizzico di burro di karitè, un pizzichetto di cocoglyceridi (ottimi emollienti). Seguono altri filmanti ed emollienti chimici e poi, infine, rullo di tamburi, ecco a voi finalmente i tanto sospirati olio di jojoba (ma prima c’è la cera carnauba che è una buona cera vegetale) e la vitamina E.

Di questi due ingredienti, quelli decantati nella pubblicità, c’è in realtà solo l’ombra.

Il prezzo è invitante, lo capisco: circa due euro per oltre 5 ml di prodotto non è malaccio.

Ma in questo caso non possiamo ragionare solo in termini di prezzo: questo stick è destinato alle labbra ed una certa quantità sarà ingerita, quindi meglio non rischiare e scegliere un prodotto senza petrolati. Qui qualche consiglio.

Le successive formule del burrocacao (ce n’è per tutti i gusti: idratante, colorato, scintillante, lenitivo, solare ecc.) non sono diverse sostanzialmente dalla classica.

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Ma poi, vogliamo parlare della sua utilità?

Un cosmetico dall’inci non bio ma funzionale potrebbe anche andare, una volta ogni tanto. Ma questo a me non è servito a molto.

E’ una specie di burro (lo conoscete tutti, sono sicura) viscido ed appiccicoso, che a me personalmente lasciava sempre una fastidiosa patina bianca sulle labbra. Finito l’effetto, le mucose restavano secche come prima, se non di più.

Voglio trovare un pregio: il profumo. 

Che ne pensate dell’inci del Labello?

Alla prossima!

 

 

 

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