I saponi non sono scomparsi, anzi, oggi si assiste ad una riscoperta dei saponi naturali e artigianali.

Ecco come farli in casa con gli ingredienti giusti.

Saponi: come sono fatti?

Il sapone ottiene trattando un grasso trigliceride (animale o vegetale) con la soda caustica.

In generale tutti i saponi sono naturali, in quanto sono formulati con grassi naturali.

La differenza sta nel tipo di grasso: nei saponi tradizionali, a buon mercato (quelli che si trovano nei supermercati, per intenderci) viene utilizzato, di solito, il grasso suino, mentre nei saponi eco bio si usano esclusivamente grassi vegetali.

Il sapone non ottiene il favore di tutti, soprattutto per lavarsi il viso.

Per centinaia di anni, fino ai Cinquanta del secolo scorso, è stato il principale tensioattivo utilizzato in tutto il mondo per la detergenza.

Ed è stato così fino alla comparsa degli altri tensioattivi.

Il sapone è decisamente più economico dei detergenti formulati con i tensioattivi, ma è anche meno lavante.

Se non fosse per il ph alcalino (9-10 e oltre) così diverso da quello della pelle umana che ha ph 5,5 circa, cioè leggermente acido, il sapone sarebbe ideale per il lavaggio, proprio perche’ agisce in modo meno ‘drastico’ rispetto agli altri tensioattivi.

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Come fare il sapone in casa

Fare le saponette in casa non è difficile e non è necessario possedere particolari competenze.

Bisogna, però, sapere come procedere e fare attenzione a non ustionarsi con la soda.

Gli ingredienti di base per fare un sapone solido sono:

  • acqua distillata
  • soda caustica
  • grassi vegetali.

I grassi vegetali più usati sono:

  • olio d’oliva, la cui percentuale d’uso può essere anche il 100%
  • olio di cocco ricco di acidi grassi saturi che rendono il sapone duro e compatto. Può essere usato per un 25 -30%
  • oli di semi come olio di girasole, sesamo, mandorle, ricchi di acidi grassi insaturi che rendono più ricco e delicato il sapone ma anche più morbido. Vengono aggiunti in una percentuale compresa tra il 3 il 10%
  • burri vegetali come il burro di karité e il burro di cacao al 10% rendono il sapone compatto e nutriente
  • l’olio di ricino al 5% produce una schiuma morbida e persistente.

In aggiunta agli oli vegetali si possono utilizzare:

  • sale, aggiunto nell’acqua prima di sciogliere la soda alla dose dell’1% sul totale dei grassi, conferisce compattezza al sapone
  • citrato di sodio aggiunto nell’acqua prima di sciogliere la soda, alla dose dell’2% sul totale dei grassi: riduce il rischio di irrancidimento.

Procedimento per fare il sapone

Preparare la soluzione caustica

Indossare guanti, mascherina e occhialini, pesare la soda caustica e versarla a poco a poco nell’acqua distillata girando continuamente la soluzione.

Poiché la temperatura dell’acqua, a contatto con la soda, sale rapidamente fino a circa 80°, aspettare che la miscela si raffreddi fino a circa 45°.

Preparare i grassi

Pesare con cura gli oli e i grassi, riporli in una pentola di acciaio inox e scaldarli a fuoco bassissimo fino a quando il composto non raggiunge la temperatura di circa 45°.

Ogni grasso ha uno specifico coefficiente di saponificazione (detto SAP) che indica la quantità di soda o potassa caustica necessaria per trasformare in sapone un grammo di quel grasso.

Versare la soluzione caustica nei grassi

Misurare le temperature della miscela caustica e dei grassi.

Quando entrambe saranno di 45°C, versare lentamente la soluzione caustica nei grassi.

Mescolare inizialmente con un cucchiaio di legno o di acciaio e, una volta che i due liquidi saranno incorporati, utilizzare un frullatore ad immersione.

saponi

Il nastro

Mescolando la miscela di grasso e soda, il sapone cambierà colore e consistenza, diventando sempre più cremoso.

Ad un tratto, prelevando una porzione del composto e facendolo colare un po’ nella pentola, si noterà che resterà in evidenza lasciando una traccia in rilievo sulla superficie del sapone.

Questo è il momento del “nastro”, la fase in cui si potranno aggiungere gli ingredienti facoltativi come gli oli essenziali, i coloranti e gli additivi.

Mescolare velocemente e versare subito il composto nello stampo (possono essere utilizzati come stampi contenitori di plastica, stampi di silicone per dolci, cartoni in tetrapack del latte o dei succhi, scatole di legno ricoperte con carta da macellaio ecc).

Il sapone a caldo, invece, una volta che ha raggiunto il nastro, va cotto a bagnomaria per 2 ore circa con il suo coperchio e senza girarlo, facendo attenzione che la temperatura dell’acqua del bagnomaria non superi gli 85- 90°.

Nella saponificazione a caldo, per un kg di grassi utilizzare 375 gr. di acqua.

Trascorse le 2 ore, si vedrà che l’impasto sarà tutto gelificato: a questo punto non è più caustico per cui si aggiungeranno gli ingredienti facoltativi.

La temperatura del sapone si abbasserà ulteriormente, pertanto bisognerà mescolare il tutto e versare l’impasto nello stampo abbastanza velocemente prima che si addensi troppo.

Il sapone dovrà rimanere nello stampo a temperatura ambiente per le successive 24 ore.

Il sapone così prodotto avrà bisogno di un tempo di maturazione di circa 2/3 settimane.

Il tempo di cura

Appena versato nello stampo, il sapone a freddo ha bisogno di essere tenuto al caldo per far sì che si completi il processo di
saponificazione.

Pertanto avvolgere lo stampo in una coperta e lasciarlo riposare per 24 – 48 ore.

In questo lasso di tempo il sapone deve rimanere al caldo in quanto deve attraversare la fase del gel, fondamentale per avere poi una corretta maturazione e un sapone più compatto e meno caustico.

Dopo 24-48 ore il sapone si sarà solidificato e sarà pronto per essere tagliato e posto in un luogo fresco e asciutto.

Il potenziale caustico andrà decrescendo progressivamente e il sapone sarà pronto dopo almeno 4 o 5 settimane.

Una volta terminato il processo di maturazione, il sapone, essendo un composto alcalino, dovrebbe presentare un PH compreso tra 8 e 10.

Lavarsi con il sapone: si o no?

Con l’avvento dell’ecobio cosmesi, il sapone è stato molto rivalutato per il lavaggio di tutto il corpo.

Sull’opportunità di lavarsi esclusivamente con il sapone, i pareri tra gli esperti si dividono nettamente.

C’è chi li consiglia e li formula in casa, utilizzandoli per la detersione di tutto il corpo.

Altri, invece, sconsigliano di lavarsi con il sapone, proprio a causa del suo ph troppo alcalino per la pelle.

Personalmente, consiglio di non farne un uso esclusivo: io li utilizzo per lavare le mani e qualche volta il viso, ma non in maniera continuativa.

Non riesco proprio a farne a meno: adoro i saponi naturali e li trovo bellissimi!

Se piacciono anche a voi, consiglio quelli artigianali e biologici, fatti esclusivamente con grassi vegetali.

Meno consigliato è, invece, l’uso del sapone per lavarsi i capelli e per l’igiene intima: in queste zone del corpo il ph è ancora più acido rispetto al resto della pelle, quindi l’utilizzo del sapone potrebbe veramente fare danni.

saponetta

Saponi biologici in commercio

I saponi ecobio sono realizzati con grassi naturali, da privilegiare perche’ più sebo-affini.

Inoltre, gli ingredienti provengono da agricoltura biologica.

  • Sapone all’olio di oliva

La Saponaria è una delle più note aziende produttrici di saponi (e non solo). I suoi saponi sono dei veri capolavori di delicatezza e funzionalità. Formulati con olio extravergine di Oliva ed altri oli pregiati, contengono oli essenziali ed estratti di piante scelti per le diverse esigenze della pelle. Ho provato il sapone alla Rosa e Karitè, ottimo per la pelle secca e sensibile. Vi lascio il link al Sapone Arancio e Cannella, dalle proprietà antiossidanti.

  • Sapone delicato per bambini

I saponi di Weleda sono buonissimi e non seccano la pelle. Questo, in particolare, è formulato per pelli delicate e arrossate. Contiene Calendula, Camomilla, Iris e Viola. La presenza dell’amido di riso fa la differenza! Ottimo per la pelle dei bambini.

 

  • Sapone per pelle grassa

A rendere speciali i saponi di Verdesativa è certamente l’olio di Canapa! Quello al Tea Tree Oil (lo provai tempo fa) è delicatamente purificante, ottimo per la pelle grassa e impura. E’ formulato anche con olio di Cocco, glicerina, estratto di vite e curcuma.

 

  • Sapone di Marsiglia

Ottimo il rapporto qualità/prezzo dei saponi di Green Natural. Il sapone di Marsiglia è un classico intramontabile. Essenziale ma efficace, può essere usato sia per l’igiene personale che per il bucato. Certificato Icea.

 

  • Sapone di Nablus

E’ un prodotto particolare, lavorato con cura e formulato esclusivamente con olio di oliva cotto a fuoco lento per alcuni giorni. Si utilizza l’acqua della città palestinese di Nablus (da cui trae origine il sapone) che è ricca di minerali. Ha proprietà emollienti e idratanti.

  • Sapone nero africano

Consiglio di provare il sapone nero di Hammam, con olio di Oliva ed olio essenziale di Eucalipto. Proviene da una antica tradizione marocchina, si usa prevalentemente sul corpo, grazie alla sua azione esfoliante e purificante. Bellissimo anche da regalare!

 

  • Sapone di Aleppo

Il celebre sapone di Aleppo, la cui ricetta è originaria della Siria, è formulato con olio di Oliva ed olio di Alloro ed è completamente biodegradabile. Sfrutta le proprietà antiossidanti ed emollienti dell’olio di oliva e quelle antisettiche dell’olio di Alloro. Adatto per l’igiene di tutto il corpo, anche dei capelli.

Questi sono soltanto alcuni dei saponi ecobio delle marche più celebri e gettonate.

E voi, amate il sapone?

Fatemi sapere, alla prossima!

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