Olio di palma e salute: un binomio possibile?

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Olio di palma e salute: facciamo chiarezza.

Se date un’occhiata agli ingredienti dei biscotti che avete in dispensa, quasi sicuramente tra di essi troverete scritto: “olio di palma”.

Se controllate l’etichetta delle brioches, dei taralli, delle creme spalmabili (per esempio la Nutella) degli snack dolci e salati troverete, tra gli ingredienti principali, indovinate un pò…l’olio di palma.

Se, al momento di scegliere l’omogeneizzato per vostro figlio, date un’occhiata agli ingredienti sul barattolino, scoprirete che tra gli ingredienti c’è ancora l’olio di palma.

Come mai è così diffuso? E’ nocivo per la salute?

Cos’è l’olio di palma

L’olio di palma è ricavato dai frutti delle palme da olio (nome scientifico: Elaeis Guineensis)  è il grasso principale con cui sono fatti tantissimi cibi industriali che compriamo e mangiamo da anni.

Le palme da olio sono coltivate prevalentemente in Malesia e Indonesia e nelle foreste tropicali dell’America.

E’ ricco di vitamina A (i carotenoidi sono però distrutti dal processo di raffinazione) e vitamina E.

Si tratta di un olio particolarmente ricco di grassi saturi, in modo particolare di acido palmitico: parliamo di circa il 50%, infatti l’olio è solido a temperatura ambiente.

I grassi saturi sono particolarmente dannosi per la salute: alzano il livello di colesterolo nel sangue, aumentando i fattori di rischio cardiovascolare e di malattie alle coronarie.

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L’olio di palma fa male? E’ cancerogeno?

L’olio di palma non è un grasso particolarmente sano.

Essendo ricco di grassi saturi, dovrebbe essere consumato in piccole quantità.

Non si può dire che faccia male in assoluto, ma certamente non è un olio di qualità come quello di oliva e non si può dire che sia benefico per la salute.

Dal punto di vista chimico è uguale al burro ma è reso peggiore, dal punto di vista qualitativo, dal processo di raffinazione che subisce.

Il vero problema dell’olio di palma, (soprattutto fino a qualche tempo fa), è che è difficile controllarne il consumo, in quanto si ritrova in tantissimi cibi industriali, anche per bambini.

Quindi bisogna stare attenti alle etichette e privilegiare prodotti con altri oli.

I migliori sono l’olio di cocco e l’olio di mais.

L’olio di girasole è il sostituto più gettonato, ma si tratta comunque di un grasso non molto stabile alle alte temperature.

La scelta migliore è sempre l’olio extravergine d’oliva, anche per le fritture.

Per quanto riguarda la presunta cancerogenicità dell’olio di palma, non esistono evidenze scientifiche che lo accertino, quindi si tratta del solito allarmismo.

Olio di palma: pro e contro

Come ogni cibo, anche l’olio di palma ha i suoi pro e i suoi contro:

I pro:

  • Ha un alto punto di fumo, è resistente alle alte temperature (per le fritture);
  • Ha una consistenza che permette una buona lavorabilità degli impasti;
  • E’ privo di colesterolo e grassi trans;
  • I costi di produzione sono bassi.
  • La resa è altissima.

I contro:

  • E’ ricco di grassi saturi;
  • Ha mediocri proprietà nutritive;
  • Non ha un buon aroma;
  • Non resiste molto alle temperature da forno (meno del burro);
  • La sua coltivazione è responsabile della devastazione delle foreste amazzoniche.

Olio di palma: i danni all’ambiente

L’uso massiccio di olio di palma nei cibi industriali occidentali sta causando un vero flagello ambientale.

Le zone dove questo viene coltivato, specialmente Indonesia e Malesia, vengono saccheggiate delle loro ricchezze naturali per far posto a piantagioni di palme da olio.

Come evidenza ormai da anni un’associazione come Greenpeace, le foreste vengono date alle fiamme (con conseguenti emissioni nocive per la salute) e rase al suolo per far posto a palmeti che andranno a riempire i dolci che ingrasseranno gli opulenti occidentali…

Anche gli animali, come la tigre indonesiana e gli oranghi che vivono in questo habitat sono a rischio di estinzione.

Anche solo questa motivazione di ordine ambientale ed etico dovrebbe spingerci ad eliminare o a ridurre al minimo l’olio di palma dalla nostra alimentazione.

olio di palma e salute

Cibi biologici con olio di palma

Una nota importante, poi, riguarda i cibi biologici che contengono olio di palma.

Salto a piè pari la giusta domanda che bisognerebbe porsi, ovvero: “che ci sta a fare questo tipo di grasso in un cibo bio?” e spiego subito che l’olio di palma “biologico” è un olio “equo”, la cui produzione non avviene a discapito dell’habitat della zona di provenienza.

In teoria, non verrebbero distrutte foreste per produrre l’olio certificato.

Ma io continuo a credere che, per diversi motivi, possiamo fare tranquillamente a meno dell’olio di palma ed utilizzare grassi più ‘sani’ e meno controversi.

E’ tutto su olio di palma e salute, cosa ne pensate?

Alla prossima!

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2 risposte a “Olio di palma e salute: un binomio possibile?”

  1. Buongiorno Pauline,
    quello che tratti in questo articolo è un tema di cui non si fa che parlare!Siamo davvero bersagliati, dalle utili campagne di informazione alle continue pubblicità che vorrebbero tranquillizzare sul consumo di questa sostanza.Ero davvero curiosa di conoscere anche il tuo punto di vista,per cui grazie di averne parlato.
    Ovviamente fino a poco tempo fa nessuno l’aveva mai nemmeno sentito nominare l’olio di palma e personalmente ho iniziato a tenere gli occhi ben aperti di recente, quando ho iniziato a leggere qualcosa e visto la puntata di Report che ne ha ampiamente parlato.
    In effetti,se si trova con grande probabilità e in grosse quantità nei prodotti di scarsa qualità che troviamo nei super un motivo ci sarà (scusa la rima infame,non era voluta!)))
    Fortunatamente ora si cominciano a vedere miglioramenti e sostituzioni anche in marchi comuni e famosi (tipo alcuni prodotti Misura,Viviverde Coop,Germinal) e cerco sempre di leggere bene le etichette prima di acquistare,cercando quanto meno di contenere o proprio evitare le tipologie di prodotti che lo contengono….Mi auguro che sempre di più le aziende sostituiscano questa sostanza e che il fenomeno non riguardi,come purtroppo spesso accade ancora,solo alcune persone che possono permettersi di trovare e acquistare prodotti buoni in tutto…Tutti,specie i bimbi, dovrebbero avere la possibilità anche senza spendere un occhio della testa o girare mezzo mondo,di consumare cibi migliori!

    Un bacione e grazie,alla prossima:-)

  2. Ciao Sun, non avevo dubbi che ti fossi informata sull’argomento e ti fossi regolata di conseguenza 😉
    In effetti, è un tema che ripropongono quasi ossessivamente negli ultimi tempi, ma è bene che sia così, perchè la situazione è seria e non va sottovalutata.
    Come si suol dire, “repetita iuvant”.
    Io che ho sempre letto le etichette dei prodotti, da quando ero ragazzina, ricordo di essermi chiesta più volte cosa fosse quest’olio di palma e perchè lo trovassi dappertutto..a pelle non mi ispirava, già solo per il fatto che venisse da lontano. Ma all’epoca l’informazione era scarsa ed internet non esisteva (parliamo dell’età della pietra) 😉
    Credo, comunque, che se si riesce a fare a meno dei prodotti industriali da super (biscotti, merendine, creme di nocciola ecc..) il problema sia risolto, perchè l’olio di palma abbonda in quel genere di “cibi”, come hai detto tu, di scarsa qualità.
    Poi si trovano le eccezioni, ma in linea generale un biscotto industriale, pur se fatto con gli ingredienti migliori, resta sempre un biscotto…
    Attenzione anche all’olio di colza, olio di cocco, olio di cotone..sono tutti oli nocivi e/o scadenti.
    Un bacione 😀

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